- L’ “Aria di Festa 2013″ che si respira ( e si mangia) a San DanielePubblicato da 20 ore
- Nasce il Pasta Sommelier di DelverdePubblicato da 21 ore
- Ristorante Lounge Bar Zanzibar, San Vincenzo (Livorno)Pubblicato da 2 giorni
- Bisol e Venezia: la celebrazione di due simboli senza tempoPubblicato da 2 giorni
- Nella “Bassa” un anno dopoPubblicato da 3 giorni
- Vicidomini, sei generazioni di pastaiPubblicato da 3 giorni
- Surgelato: assaggiare per capirePubblicato da 3 giorni
- Che fare con 150 kg di mele?Pubblicato da 4 giorni
- Ristorante Il Balivo, Champoluc (Aosta)Pubblicato da 4 giorni
- La Brea: un locale che si presenta con raffinatezza e cucina fantasiosaPubblicato da 4 giorni
Il prezzo del dolce al ristorante? Risponde La Donatella
La Donatella, azienda pasticcera veneta che produce dolci per i diversi settori del canale HO.RE.CA., G.D.O., B2B e Catering, ha rinnovato la propria linea arricchendo la gamma delle monoporzioni, studiata in risposta alle esigenze del mercato italiano.
“Lo studio sia dello stato dell’arte sia delle richieste è stato condotto nell’ottica della salvaguardia della qualità e del prodotto prestigioso ma innovato e ad un costo interessante” ci ha spiegato Elisabetta Gottin, commercial manager di questa fortunata azienda nata nel 1946 come laboratorio di pasticceria artigianale e oggi in continua crescita, prima in Italia che nel suo settore lavora solo prodotti senza grassi idrogenati. Alla pasticceria congelata di qualità, la Donatella ha affiancato la produzione di pasticceria fresca destinata al mercato locale, per fornire un servizio professionale attento sia alla distribuzione che al cliente finale, offrendo prodotti dalle caratteristiche inconfondibili che rispecchiano tutto il valore della tradizione italiana.
“Ma il mercato italiano, inutile e controproducente negarlo, è stagnante, confuso, molto attento al prezzo” continua la Gottin. “Se il passaggio dal distributore al gestore del locale, ristorante o pizzeria che sia, resta equo, lo spostamento del prezzo al consumo è una barriera critica. Il dessert presentato al cliente è troppo caro.”
Il panorama raccontato descrive una guerra al prezzo: “L’utilizzatore pensa che guadagnerà di più alzando il prezzo del dolce stando basso magari sui primi piatti, invece si trova il prodotto scongelato da lasciare lì ad invecchiare o da buttare. L’effetto è comunque negativo. Se il prezzo fosse corretto ci sarebbe più rotazione.” Questa è l’opinione di Elisabetta Gottin: sarebbe interessante conoscere quella dei ristoratori e dei consumatori e la loro percezione in merito.
Quale potrebbe essere dunque il prezzo corretto per un dessert ottenuto da un semilavorato personalizzato, in un ristorante di fascia media o in una pizzeria? “Attorno ai 3 euro, 3,5/4 euro al massimo al ristorante”.
Il dibattito è aperto.
Alessandra Locatelli











