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Gli Alti Formaggi sull’Isola che non c’è
Chi ha mai sentito parlare del Lago Gerundo? E dell’Isola di Fulcheria? Luoghi immaginari oggi. Ma esistenti nel 1300. Il lago si trovava in una sacca alluvionale generata dalle esondazioni dell’Adda e del’Oglio, tra le attuali provincie di Lodi, Bergamo, Cremona e Milano. In quella che oggi è la fertile Pianura Padana, bonificata dai monaci, quegli stessi che cominciarono a produrre i formaggi che, a distanza di secoli, rappresentano il tratti distintivo di queste terre.
Sarà per questo che l’associazioni Alti Formaggi – costituita dai consorzi di Tutela di Provolone Valpadana, Quartirolo Lombardo, Salva Cremasco e Taleggio – ha dato il proprio patrocinio all’iniziativa “L’Isola che non c’è”, che da sabato 19 maggio fino al 6 ottobre mette in calendario un’estate ricca di eventi, spettacoli ed escursioni alla scoperta delle Terre del Gerundo, comprese tra le province di Cremona, Lodi, Bergamo e Milano.
La leggenda dell’isola che non c’è, l’Insula Fulcheria, è legata al drago Tarantasio dall’alito pestilenziale ucciso nella notte di Capodanno del 1300 da San Cristoforo, di cui la messa in scena teatrale ha inaugurato a Pizzighettone il ricco calendario degli eventi della rassegna: curata da Stefano Vanelli, la rassegna “L’isola che non c’è” mette in campo la più estesa rete di eventi del territorio lombardo: 45 giornate di eventi da maggio a settembre.
Nel contesto culturale non manca lo spazio per i sapori e qui entrano in gioco i formaggi del territorio che vogliono essere protagonisti di questi spazi vivi di cultura. Del resto, lo scopo dell’associazione Alti Formaggi è racchiuso proprio nel desiderio di trasmettere i saperi, la conoscenza, i gesti di una cultura casearia che sa di antico ma più che mai contemporanea.
Luigi Franchi
Per saperne di più sugli eventi dell’Isola che non c’è: www.terredelgerundo.it
Per saperne di più sui formaggi: www.altiformaggi.com











